PANAMA: BASTA CARRETTE DEL MARE


Settantatré carrette del mare sono state cancellate dal registro navale di Panama e altre 101 seguiranno presto la stessa sorte. Lo ha annunciato l’Autoritad Marítima de Panamá (Apm), che intende così ridurre drasticamente il numero di detenzioni subite dalle proprie navi da parte delle autorità di Port State Control. Obiettivo, risalire nella classifica del Paris Mou. Attualmente Panama si trova nella black list del Memorandum, la lista delle bandiere di convenienza che hanno registrato un maggior numero di infrazioni nei porti internazionali. Secondo il rapporto annuale pubblicato a luglio dal Paris Mou, Panama si trova al 65° posto, su 83, nella classifica, non distante dalla lista grigia, che comincia con la Giamaica al 62° posto. La cancellazione delle navi dal registro rientra in un piano che l’Amp sta portando avanti per migliorare la propria reputazione, dopo che nel 2007 il registro era ridisceso nella black list. Lo sforzo di togliere alla bandiera di Panama la sua cattiva fama dura in realtà già da qualche anno. Nel 2006 l’Autoridad era entrata nella lista grigia del Paris Mou assieme a Romania e Belize. Ma già l’anno successivo era stata retrocessa. Il rapporto del 2006 sembrava segnare una svolta positiva, tanto che il Paris Mou notava: «È in corso una crescita della qualità delle flotte di bandiera». In effetti quell’anno nessuna nazione era scesa nella lista nera, che si era ridotta a 18 paesi contro i 21 del 2004. Il buon momento è però durato poco. Nel rapporto 2008, le nazioni maglia nera sono tornate 21, fra cui Panama e Belize e le new entry Libia, Moldova e Repubblica Dominicana, mentre altre 21, compresi gli Stati Uniti, sono in quella grigia e 41 in quella bianca, di cui fa parte anche l’Italia. Già nel 2008 Panama aveva preso misure per risalire la china, cancellando una cinquantina di iscrizioni, ma ciò non è bastato a essere promossa. E così quest’anno i tagli sono ancora più drastici. Nella sua ultima newsletter l’Amp ha scritto che i primi risultati si sono fatti sentire: da gennaio a ottobre il numero di detenzioni rispetto alle navi di bandiera controllate è sceso dall’8% al 5%. Il tasso medio annuo è sceso dal 9% del 2007 all’8% del 2008 fino al 6% nel periodo gennaio-settembre del 2009. Panama ha imposto condizioni più rigide per le navi di oltre 20 anni. Il Paris Mou impone che navi così vecchie debbano passare l’ispezione di un’organizzazione riconosciuta prima di toccare il porto di uno dei paesi firmatari del Memorandum, in buona parte europei. Il Pma ne ha preso atto e spiega: «Qualsiasi nave che rifiuti di sottoporsi a questa ispezione può essere sanzionata o cancellata dal registro. Inoltre la registrazione di ogni nave di oltre 20 anni che sia stata bloccata per almeno due volte nel corso di sei mesi sarà automaticamente cancellata». Misure analoghe erano state già prese lo scorso anno, ma senza raggiungere gli obiettivi sperati. Va ricordato che il registro è una delle fonti di entrate maggiori per Panama e che il governo è attualmente impegnato nel progetto, ambizioso e costoso, dell’ampliamento del canale.

Alberto Ghiara AVVISATORE MARITTIMO - GENOVA


FINCANTIERI: IL GRUPPO INCASSA ORDINE PER MAXI-YACHT
Nel marasma, una buona notizia: Fincantieri si è aggiudicata un ordine per la costruzione di un mega yacht di 140 metri di lunghezza. L’imbarcazione, al momento identificata con il numero di costruzione 6.218, è la prima superiore agli 80 metri ordinata dall’inizio della crisi del 2008. Lo yacht sarà costruito nello stabilimento Fincantieri di Muggiano, vicino alla Spezia, che attualmente sta lavorando a un altro mega yacht da 134 metri, consegnato nell’estate prossima. Il progetto, concepito dallo studio di progettazione navale monegasco Espen Oenio, è stato sviluppato per rispondere al meglio alle esigenze dell’armatore dal team di Fincantieri Yacht, divisione specializzata del gruppo cantieristico. Broker dell’operazione è stato Camper & Nicholsons International, compagnia internazionale tra le più note sul mercato dei mega yacht. Il mega yacht 6.218 rientra nel segmento più alto del mercato, avrà sette ponti e sarà dotato di sei piscine lunghe fino a otto metri e di una stiva allagabile per un tender di 14 metri di lunghezza. Gli interni sono stati disegnati da Alberto Pinto e Laura Sessa. Per Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri di Fincantieri, «uno dei nostri obiettivi strategici è quello di affermarci a pieno titolo anche come costruttori di yacht di grandi dimensioni. In questo esclusivo mercato vogliamo fondare il nostro successo sulla qualità tanto del prodotto quanto del processo di costruzione, che saranno garantite - conclude - anche in questo caso».

AVVISATORE MARITTIMO - GENOVA

 
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