News di Giugno-Luglio 2008

 

La Commissione UE ha inviato un parere motivato all'Italia
sul monitoraggio del traffico marittimo

 

La Commissione Europea ha inviato un parere motivato all'Italia per il non corretto recepimento nel diritto nazionale della legislazione UE (direttiva 59 del 2002) relativa al sistema di monitoraggio del traffico marittimo nelle acque comunitarie.
La direttiva, che è parte integrante del secondo pacchetto marittimo adottato dopo l'incidente della petroliera Erika - ha ricordato Bruxelles - istituisce l'obbligo di notifica alle autorità marittime, in particolare per le navi che trasportano merci pericolose o inquinanti. La direttiva prevede anche il monitoraggio delle navi pericolose e l'intervento in caso di incidenti in mare. In questo contesto impone agli Stati membri l'obbligo di predisporre piani per l'assistenza alle navi in difficoltà che si trovano nelle loro acque costiere.
Tra le ragioni per le quali la Commissione ritiene che la legislazione italiana non abbia recepito correttamente la direttiva figura il campo di applicazione ridotto di alcune disposizioni (ad esempio, l'esenzione degli armatori e delle navi di stazza lorda inferiore a 300 tonnellate dagli obblighi della direttiva). Inoltre la Commissione nutre dubbi sulle disposizioni della legislazione italiana in merito all'obbligo di installare sulle navi i “Voyage Data Recorders” (dispositivi di registrazione dei dati di navigazione).
Recentemente - ha precisato la Commissione - le autorità italiane hanno adottato un testo che consente loro di apportare le necessarie misure correttive; tali misure, tuttavia, non sono state ancora notificate alla Commissione.
La Commissione Europea ha inviato pareri motivati anche a Finlandia, Cipro, Repubblica Ceca e Regno Unito. Quello spedito alla Finlandia riguarda il non adeguato recepimento nella legislazione nazionale della normativa (direttiva 91 del 1995) sulle attività di Port State Control che prevedono l'ispezione delle navi estere nei porti nazionali per verificare se sono conformi alle normative internazionali. I pareri inviati alle autorità di Cipro, Repubblica Ceca e Regno Unito riguardano la mancata adozione nella legislazione nazionale della normativa (direttiva 45 del 2005) relativa al mutuo riconoscimento dei certificati rilasciati dagli Stati membri ai marittimi.


Fonte: informare

 

ISPEZIONI: REGISTRO INDIANO VERSO IL MONOPOLIO

Se confermata, la notizia è di quelle destinate a sollevare scalpore con relativi strascichi di polemiche in buona parte dello shipping mondiale legato alle attività di classificazione navale. Parliamo della concreta e, a questo punto, quanto mai probabile ipotesi che l’Irs (Indian Register of Shipping) il registro navale delle federazione indiana, su decisione delle autorità governative di New Delhi, nei prossimi mesi dovrebbe svolgere in regime di monopolio il compito di effettuare a tutte le visite ispettive obbligatorie a bordo delle navi battenti bandiera della Federazione.
Come riporta il quotidiano londinese Lloyd’s List – fino ad oggi, sono sei gli istituti autorizzati a svolgere attività ispettive statutarie a bordo delle navi indiane : Abs, Bureau Veritas, ClassNK, Det Norske Veritas, Germanischer Lloyd e Lloyd’s Register.
Queste attività vengono svolte in base agli accordi di reciprocità in atto tra i principali Istituti di Classifica aderenti allo Iacs (International Marittime Classification Societies ).
Nei giorni scorsi, secondo fonti riprese a Mumbai dal quotidiano inglese, i Registri interessati avrebbero ricevuto una lettera in cui, oltre ai ringraziamenti di rito per la collaborazione prestata in tanti anni, si comunica il pieno raggiungimento dei livelli di autosufficienza tecnico-operativa da parte dell’ente di classificazione indiano nello svolgere le mansioni ispettive e di controllo sulle navi della flotta di bandiera come previsto dalle vigenti normative nazionali e internazionali in materia di sicurezza della navigazione, salvaguardia della vita umana in mare e dell’ambiente. In altre parole, un modo come un altro per comunicare che prossimamente l’Irs sarà in grado di operare in piena autonomia.
Al momento, non è ancora chiaro come si dovrà procedere per le navi in esercizio dotate di doppia Classe IRS e altro registro straniero, mentre analoghi chiarimenti saranno necessari per definire le stesse procedure anche sulle nuove navi in costruzione.
Da un punto di vista puramente commerciale la Certificazione e le notazioni di Classe possono influire positivamente sul valore della nave aumentando le possibilità di impiego nel mercato dei noli marittimi.
Questo, è uno dei motivi per cui, spesso, gli armatori ricorrono alla doppia Classe di Registro. Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili, nel 2007 la flotta in Classe con l’Irs, che fa parte dello Iacs (International Association of Classification Societies), ammontava a 1.131 navi per circa 8,7 milioni dwt.

Fonte: shippingonline

 

NASCERÀ AD ARBATAX IL NUOVO POLO NAUTICO

 

La Giunta regionale sarda ha approvato il Programma di infrastrutturazione dell’ex cartiera di Arbatax per la realizzazione di un polo produttivo della nautica. Il finanziamento complessivo è di 12 milioni 350mila euro. Con questi fondi sarà infrastrutturata l’area dell’ex cartiera in funzione della nascita del polo nautico, con servizi tecnici e portuali. I 12 milioni si aggiungono ai 17 milioni spesi dalla Regione nell’asta per l’acquisizione delle aree. In pochi mesi una delle storiche aree di crisi industriale della Sardegna chiude con un passato ventennale di una fabbrica in crisi e di un’area industriale bloccata, e apre una prospettiva che comincia a diventare realtà produttiva. La delibera della Regione è ciò che la parte pubblica mette di suo nell’accordo che si sta concludendo con Azimut, impresa leader mondiale nella costruzione di imbarcazioni di lusso, che ha annunciato per le prossime ore la firma del contratto con la Regione e, contemporaneamente, la costituzione di una società apposita del polo produttivo di Arbatax con sede legale a Tortolì, anche questo in attuazione di un impegno chiesto al gruppo privato dal Presidente della Regione Renato Soru nelle prime fasi della trattativa. Il sito recentemente è stato acquisito dalla Sarind, società controllata dalla Sfirs, la Società finanziaria regionale sarda. L’area dell’ex cartiera è situata in prossimità della zona portuale e occupa un’area complessiva di 35 ettari. Le strutture esistenti e la loro ubicazione sono solo in parte riadattabili alle nuove finalità produttive che si intendono conseguire.

 


 


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